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    Gettate le basi per il nuovo stadio. Mišković: «Presto novità su Cantrida»

    By Nevio Tich Aprile 12, 2019 70

    FIUME | Nel mondo contemporaneo, tra mass media che riportano le notizie in tempo reale e social network che le diffondono o retwittano alla velocità della luce, qualcosa di simile non poteva certo passare inosservato. Mercoledì pomeriggio, come il classico fulmine a ciel sereno, a Fiume ha iniziato a circolare la voce che il presidente del Rijeka, Damir Mišković, avrebbe trovato gli investitori interessati alla costruzione del nuovo stadio di Cantrida. Tutto è nato ancora una volta dalla “gente comune”, da coloro che lo scorso venerdì hanno visto Mišković a cena con alcuni imprenditori cinesi ad Abbazia e mercoledì gli stessi protagonisti a spasso per Cantrida, a osservare da vicino e fotografare il vecchio stadio da ogni possibile angolatura. La voce si è sparsa a macchia d’olio, al punto che i vari media hanno iniziato ben presto a “sviluppare” la notizia. Il Rijeka, tramite la ditta Stadion Kantrida che gestisce l’infrastruttura sportiva del club, ha emesso un comunicato nel quale non ha assolutamente smentito che qualcosa effettivamente stava bollendo in pentola. Se poi aggiungiamo che negli ultimi giorni a Zagabria e a Dubrovnik (Ragusa) si svolgono diversi incontri a vari livelli tra Croazia e Cina, ecco che la visita a Fiume dei tre “signori dal tipico aspetto asiatico” in compagnia del presidente del Rijeka Damir Mišković assume un’importanza ancora maggiore.

    Sempre mercoledì, la notizia è rimbalzata fino a Zagabria e dalla capitale è giunta in serata una specie di anticipazione: secondo fonti vicine al Governo croato, già oggi verrà firmata la lettera di intenti tra la Stadion Kantrida s.r.l, la Città di Fiume e la cordata imprenditoriale cinese, della quale però non si conosce ancora il nome. Manca la conferma, ma sembra che Damir Mišković si sia recato già ieri a Dubrovnik, dove oggi parteciperà al Summit imprenditoriale dei Paesi dell’Europa centrale e orientale (CEEC) con il premier cinese Li Kequiang. Mišković, senza ovviamente voler né poter scoprire più di tanto le carte in tavola, ieri si è limitato a precisare: “Su questo progetto stiamo lavorando ormai da un anno. I cinesi che avete visto questi giorni in città non sono stati a Fiume per la prima volta bensì erano venuti già in due occasioni. La visita degli ultimi giorni la definirei come l’ultima fase della trattativa che stiamo conducendo, ma più di questo non posso davvero dirvi. Saprete tutto venerdì”.
    Oggi, insomma, potremmo finalmente ricevere la conferma che il progetto del valore di 50 milioni di euro (25 per lo stadio e altrettanti per i contenuti commerciali, tra i quali anche un albergo) sta per realizzarsi. Tuttavia, anche se l’affare viene ormai dato per scontato, bisogna procedere con la dovuta cautela, in quanto ciò non significa necessariamente che il primo mattone verrà posato già domani o la prossima settimana.
    Ricordiamo che cinque anni fa la ditta Stadion Kantrida aveva firmato un precontratto per i diritti di costruzione del nuovo stadio. Nel frattempo è stato modificato il Piano urbanistico generale da parte della Città di Fiume, mentre tuttora si è in attesa di risolvere la questione della costruzione dell’impianto su un terreno che figura anche come demanio marittimo. Per la suddetta concessione serve il permesso da parte del Ministero competente. Gabriele Volpi e la sua Social Sport Foundation erano pronti a finanziare tre anni fa la costruzione della nuova casa del Rijeka, ma poi, per un motivo o per l’altro, non se ne fece nulla. Speriamo che il secondo tentativo non vada a vuoto e che i vari “Babbo Natale” cinesi non ci ripensino all’ultimo istante. Perché, come nel caso dell’imprenditore italiano, difficile credere che i cinesi siano interessati allo stadio senza avere anche altri interessi a Fiume e nella Regione litoraneo-montana in generale.

    Anche il Rijeka nella trattativa?

    In attesa di novità in merito, non è da escludere che Mišković abbia “aperto” ai partner cinesi anche per quanto riguarda il Rijeka come tale. Il presidente è anche il proprietario di maggioranza del club, ma senza un forte sponsor o dei partner ricchi (ricordate le trattative con alcuni imprenditori nigeriani e degli Emirati Arabi Uniti?) è difficile alzare l’asticella e puntare magari a ripetere i successi del “periodo Volpi”.
    Per questo motivo non è completamente da scartare la possibilità che Mišković abbia chiesto ai cinesi di entrare anche in società, portando capitale fresco. Ipotizzare, almeno per il momento, la cessione del club sembra invece un po’ fuori luogo. Insomma, aspettiamo ancora qualche ora per saperne di più.

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    Last modified on Venerdì, 12 Aprile 2019 10:25