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    Cantieri. Meglio prendere tempo

    By Krsto Babić Marzo 15, 2019 43
    Cantieri. Meglio prendere tempo Dusko Marusic/PIXSELL

    ZAGABRIA | Il governo di Zagabria vuole vederci chiaro sul reale ammontare delle perdite del Gruppo Uljanik prima di prendere la decisione definitiva sull’eventuale intervento dello Stato per la ristrutturazione della cantieristica dell’Alto Adriatico. Il premier Andrej Plenković prende tempo e puntualizza che decisioni di questo tipo non possono essere prese su due piedi.

    Dobbiamo individuare la soluzione migliore per la Croazia, ha dichiarato ieri il primo ministro, aggiungendo che non si può più andare avanti come fatto finora. In altre parole non si può continuare a gettare il denaro dei contribuenti nel pozzo senza fondo della cantieristica. Sono necessarie scelte che assicurino la continuità del settore, ovvero la sopravvivenza dei cantieri di Pola e Fiume, è stato il messaggio di Plenković.
    Pertanto tutto lascia ritenere che i dubbi sulla sorte del Gruppo Uljanik, ossia dei cantieri navali Scoglio Olivi di Pola e 3. maj di Fiume non saranno sciolti nel corso della giornata odierna. Il primo ministro Andrej Plenković ha chiarito che il governo non è ancora nella posizione di poter prendere una decisione definitiva sul futuro del gruppo navalmeccanico istro-quarnerino.

    «Abbiamo le mani legate»

    “Queste non sono decisioni che si prendono alla leggera.
    Da un lato dobbiamo dimostrarci responsabili nei confronti dei contribuenti, dall’altro dobbiamo porgere una mano alla cantieristica navale”, ha chiarito il capo dell’Esecutivo. Ha osservato che il fardello legato alle garanzie di Stato concesse all’Uljanik (4,3 miliardi di kune) costituisce la dote lasciata in eredità al suo governo dagli Esecutivi che lo hanno preceduto. “Sotto questo punto di vista abbiamo le mani legate. Ora l’importante è far capire a tutti che anche questo è un ramo dell’industria che deve riuscire a funzionare adeguandosi alle leggi di mercato”, ha dichiarato il premier.

    L’apice negli anni Ottanta

    Plenković ha fatto presente che la cantieristica navale in passato ha goduto dei finanziamenti pubblici in virtù della sua importanza per le esportazioni. Tuttavia, ha notato che la cantieristica ha toccato l’apice del successo negli anni Ottanta del secolo scorso. “Le condizioni sul mercato globale nel frattempo sono cambiate. Ormai il 40 p.c. delle navi viene prodotto o commissionato in Cina. L’industria deve adeguarsi”, ha affermato Plenković.

    Nessuna faida nel governo

    Il premier ha infine smentito le speculazioni apparse sulla stampa in base alle quali a causa dei cantieri navali sarebbe sorta una faida tra i ministri Darko Horvat (Economia) e Zdravko Marić (Finanze).
    La speranza che il governo avrebbe deciso nel corso della giornata odierna se sostenere il rilancio del Gruppo Uljanik proposto dal suo partner strategico, Tomislav Debeljak, o lasciare che gli stabilimenti affrontino i procedimenti fallimentari era stata alimentata nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia, Darko Horvat.

    Garanzie statali a pioggia

    Ieri il tema è stato affrontato dal ministro Zdravko Marić negli studi dell’HRT. Il ministro delle Finanze ha fatto presente che soltanto negli ultimi due mesi lo Stato ha versato tre miliardi di kune prese ai contribuenti per un prodotto che non è mai stato realizzato o consegnato. Ha puntualizzato inoltre che negli ultimi 25 anni alla cantieristica navale nel suo complesso (dunque non soltanto al Gruppo Uljanik) sono stati destinati 35 miliardi di kune e che ora per salvare gli stabilimenti navalmeccanici in crisi sarebbe necessario investirne almeno altri 10. Di recente il ministro dell’Economia Darko Horvat aveva quantificato attorno agli 800-900 milioni di euro il costo del risanamento del Gruppo Uljanik e a 860-1.100 milioni di euro l’investimento necessario per poter procedere al suo rilancio. A questo punto è chiaro che il premier prima di decidere vuole avere a disposizione dati precisi e non aleatori.

    3. maj. Udienza il 28 marzo

    Il 28 marzo prossimo al Tribunale commerciale di Fiume si svolgerà l’ennesima udienza attinente al possibile avvio del procedimento fallimentare del 3. maj. La decisione è stata rinviata già tre volte. Stando a quanto affermato dai sindacalisti, il giudice al quale è stata affidato il caso (Liljana Ugrin) si sarebbe definito scettico sulla chance di mantenere a Cantrida la produzione navalmeccanica qualora il procedimento fallimentare dovesse essere avviato. I sindacalisti hanno osservato anche che a questo punto le sorti del 3. maj e dello Scoglio Olivi dipendono l’una dall’altro.

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    Last modified on Venerdì, 15 Marzo 2019 10:13