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    Le minoranze guardano al futuro

    Il tavolo della presidenza al Congresso dell’SKGZ a Trieste Il tavolo della presidenza al Congresso dell’SKGZ a Trieste

    TRIESTE | Dopo 22 anni Rudi Pavšič ha lasciato la guida dell’Unione economico-culturale slovena, una delle due associazioni apicali della comunità slovena in Italia. Al 27 Congresso dell’SKGZ, svoltosi a Trieste al Teatro sloveno con il motto “Tempo di cambiamenti”, alla presidenza dell’associazione minoritaria nata nel 1954 è stata eletta Ksenija Dobrila, con 120 preferenze. L’altro candidato in lizza, Igor Kocijančič, ha ottenuto invece 59 voti e su decisione del Congresso ricoprirà l’incarico di vicepresidente.

    Ksenija Dobrila ha sottolineato l’esigenza di “lavorare in sinergia dando priorità all’affermazione della lingua e della cultura valorizzando le scuole e le organizzazioni primarie dell’Unione”. Uno degli impegni di fondo sarà pure quello di arrivare alla rappresentatività politica della minoranza al Parlamento italiano: sarà uno degli obiettivi prioritari.

    Cooperazione con la CNI

    Per quanto riguarda i rapporti con la minoranza italiana di Slovenia e Croazia, la neopresidente ha evidenziato di voler proseguire sulle orme di Rudi Pavšič. “Condividiamo lo stesso territorio, le preoccupazioni della Comunità italiana sono anche le nostre e ormai non abbiamo niente che ci separi, ma dobbiamo guardare assieme al futuro e siamo noi per primi a dover costruire quella comunità multiculturale e plurilinguistica che contraddistingue queste terre”, ha sottolineato Ksenija Dobrila.
    Sono stati numerosi gli ospiti e le autorità intervenute che hanno portato il saluto istituzionale: Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste, Peter Jožef Česnik, ministro per gli Sloveni nel mondo, Valerio Valenti, prefetto di Trieste, Boštjan Žeks, consigliere del Presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, Pierpaolo Roberti, assessore della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Milan Kučan, Presidente emerito della Slovenia, Isabella Demonte, eurodeputato, Bogdan Benko, Ambasciatore sella Slovenia a Roma, Tatiana Rojc, senatrice della Comunità slovena, Matjaž Nemec, presidente del Comitato per la politica estera della Camera di Stato della Repubblica di Slovenia, Vojko Volk, Console Generale di Slovenia a Trieste, Marjan Šturm, già presidente della Federazione delle Organizzazioni slovene in Carinzia (ZSO), Jože Hirnök, presidente della Federazione delle organizzazioni slovene in Ungheria, Valentin Inzko, presidente del Consiglio Nazionale degli sloveni della Carinzia e Walter Bandelj, presidente della Confederazione delle Organizzazioni slovene (SSO) in Italia.
    Rudi Pavšič ha riassunto il suo operato in questi 22 anni, ha parlato dello stato di salute attuale della Comunità slovena, delle richieste che la minoranza avanza a Roma, a Lubiana e a Trieste e ha tracciato alcune linee guida per il futuro dell’Organizzazione e della Comunità stessa. Ha fatto leva sul giusto sentimento di orgoglio degli sloveni in Italia, sulla necessità di curare al massimo la lingua, sulla necessità del rispetto e del dialogo, ha infine evidenziato come la prospettiva futura della Comunità slovena non possa essere che quella unitaria che riunisca tutta la Comunità in un’unica organizzazione rappresentativa. Al termine del suo intervento la platea gli ha dedicato un lungo, caloroso applauso e una meritatissima standing ovation.

    L’intervento di Tremul

    Ha partecipato al Congresso anche il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, che è stato invitato a portare il saluto dell’UI e della Comunità Nazionale Italiana in Slovenia e Croazia. “L’Unione Italiana è grata alla SKGZ e a tutti voi, amiche e amici della Comunità Nazionale Slovena del Friuli Venezia Giulia, per l’esemplare collaborazione che stiamo portando avanti da decenni in favore non solamente delle nostre rispettive Comunità, ma in favore del dialogo, dell’integrazione, della convivenza e della pace in quest’area transfrontaliera che riunisce tre popoli, tre lingue, tre culture, diverse ma ugualmente importanti e belle, uniti nella costruzione dei valori europei, cristiani e laici, della libertà, della giustizia, della democrazia, dell’uguaglianza, del pluralismo, ecc. Desidero sottolineare, anche alla luce di recenti fatti e circostanze che hanno turbato l’opinione pubblica e hanno interessato le nostre coscienze, che l’Unione Italiana nei suoi indirizzi programmatici, nel suo operare e nelle sua azioni, è convinta assertrice dei principi e dei valori della convivenza e della tolleranza, del rispetto dei diritti umani e del dialogo interculturale, dell’antifascismo e dell’antitotalitarismo, del rispetto della dignità umana e della solidarietà, della libertà e dello stato di diritto, della cross-fertilisation, della fraternità e della democrazia, dell’uguaglianza e della giustizia, del rispetto delle altrui identità e verità. Come sempre, anche in questi ultimi mesi, nel rivolgerci alle Istituzioni della nostra Nazione Madre, abbiamo sempre sostenuto le legittime richieste della CNS sia per quanto riguarda il determinante sostegno all’editoria in lingua slovena edita in Italia, sia per quanto riguarda la necessita di una rappresentanza garantita al Parlamento e presso il Consiglio regionale dell’FVG, così come in favore della piena attuazione della Legge 38/2001 e della sua ulteriore implementazione. Si tratta per noi di un imperativo etico a cui mai verremo meno”, ha sottolineato il presidente dell’UI nel suo intervento bilingue. Tremul ha ricordato anche le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, quando, in visita ufficiale a Lubiana nel 2015, nel sottolineare come Slovenia e Italia siano Paesi amici, abbia riconosciuto che “quest’amicizia e questi stretti legami siamo stati proprio noi, Comunità nazionale slovena e CNI, ad anticiparli, avviarli, coltivarli e farli crescere fino a questi livelli sin dai tempi in cui questi rapporti proprio così proficui non erano ancora”.

    Restituire il Narodni dom

    “Il concretizzarsi di tanti progetti di collaborazione europei di Italia e Slovenia, cinque dei quali appena approvati dalla Giunta regionale, è merito soprattutto di persone che hanno saputo evitare le contrapposizioni e concentrarsi sul dialogo costruttivo”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Politiche comunitarie Pierpaolo Roberti portando il suo saluto al Congresso dell’SKGZ. Roberti ha rivolto nell’occasione uno speciale apprezzamento al presidente uscente Rudi Pavšič. “In te, così come in Walter Bandelj (presidente dell’SSO, la Confederazione delle organizzazioni slovene) – ha rilevato Roberti –, ho trovato interlocutori con i quali c’è sempre stato dialogo e le critiche sono state sempre rivolte al miglioramento della situazione esistente”.
    L’assessore ha ribadito, anche a nome del governatore Massimiliano Fedriga, l’impegno sulla restituzione del Narodni dom di Trieste alla Comunità slovena. L’edificio, sede storica delle organizzazioni slovene, fu incendiato dai fascisti nel 1920 e a oggi vi hanno sede la sezioni di studi di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori dell’Università di Trieste e una biblioteca. “È un percorso difficile e complesso sul quale riteniamo che sia giusto andare avanti; richiede molti soldi, ma la volontà politica c’è”, ha assicurato Roberti.

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    Last modified on Lunedì, 11 Marzo 2019 09:38