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    Lo stato di attuazione dei diritti della CNI

    By Ilaria Rocchi Febbraio 06, 2019 115

    VERTENEGLIO | Dalla rappresentanza qualificata nelle unità dell’autogoverno regionale e locale alla toponomastica e odonomastica, dall’uso (pubblico) dell’italiano alla scuola (di ogni ordine e grado) e ai mass media, senza trascurare diritti non realizzati, ossia le discrepanze tra quanto stabilito dalle leggi e quanto avviene nella prassi quotidiana. Sono soltanto alcuni degli aspetti che i consiglieri dell’Assemblea dell’Unione Italiana affronteranno oggi nella sede della Comunità degli Italiani di Verteneglio (con inizio alle ore 18), in quella che sarà una seduta tematica dedicata all’analisi e alla riflessione sulle prospettive future relative all’applicazione del bilinguismo sul territorio dell’insediamento storico della Comunità nazionale italiana in Croazia e Slovenia e degli altri strumenti di tutela della stessa. All’ordine del giorno, anche l’approvazione del verbale della III sessione dell’Assemblea (tenutasi a Isola a dicembre) e lo spazio riservato alle interrogazioni, interpellanze e mozioni. I materiali sono scaricabili sul sito dell’UI. Si tratta di una seduta “allargata” a tutti i rappresentanti della CNI, dai deputati parlamentari ai rappresentanti dei Consigli regionali per la minoranza, nonché ambasciatori e consoli generali.

    Una... radiografia

    Dunque, come preannunciato dal presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin, e come da programma per il 2019, i consiglieri UI cercheranno di tracciare una radiografia dello stato dell’attuazione dei diritti e delle misure di tutela della minoranza italiana in Croazia e Slovenia. Nel promemoria predisposto dal presidente dell’UI, Maurizio Tremul, si rileva ad esempio la mancata sottoscrizione da parte di Lubiana del Memorandum d’Intesa tra Croazia, Italia e Slovenia sulla tutela della minoranza italiana in Croazia e Slovenia del 15 gennaio 1992.

    Estensione del livello di protezione

    “Per assicurare l’unitarietà della CNI, è opportuno che la Slovenia sottoscriva il documento”, rileva Tremul. Va data poi compiuta attuazione al Trattato italo-croato del 1996 sulla protezione delle minoranze, “soprattutto nella parte relativa all’estensione del livello di protezione accordato alla CNI, previsto dall’ex Zona B, a tutto il territorio d’insediamento storico della stessa CNI. Nello specifico i diritti previsti vanno quindi estesi non solo nel resto dell’Istria e del Quarnero (Fiume, Cherso, Lussinpiccolo e Veglia), ma anche in Dalmazia (Zara e Spalato)”, sottolinea il presidente UI.

    Il diritto al voto aggiuntivo

    Si dovrà insistere sulla parte riferita alla CNI del Programma operativo per le minoranze nazionali per il periodo 2017-2020, approvato dal governo croato. Si auspica la costituzione di un Tavolo operativo presso l’esecutivo di Zagabria per affrontare le questioni rilevanti della CNI, principalmente quelle che discendono dal Trattato italo-croato del 1996. Un discorso a parte va fatto sull’approvazione di una legge che assicuri inequivocabilmente agli appartenenti alle minoranze nazionali in Croazia il diritto al voto aggiuntivo/doppio voto.

    Attuazione... lenta

    Il Governo sloveno ha adottato, nel 2015, il “Piano di interventi del governo della Repubblica di Slovenia sull’attuazione delle normative in materia di tutela del bilinguismo per il periodo 2015-2018”, che tutto sommato Lubiana sta realizzando; pertanto si registrano delle migliorie nel campo del bilinguismo. “Purtuttavia l’attuazione del Piano procede troppo lentamente, per cui il governo è stato varie volte sollecitato a darne piena e rapida attuazione”, dice Tremul.
    Altre azioni andranno intraprese al fine di preservare i diritti acquisiti, “contestati e misconosciuti all’atto delle regolamentazione dei diritti delle ‘nuove’ minoranze in Croazia, soprattutto nell’ambito della normativa scolastica”. Alla CNI va riconosciuto il diritto a un proprio, unitario, specifico sistema di educazione e istruzione. Negli Accordi bilaterali andrebbero previste adeguate disposizioni che vincolino gli Stati domiciliari a garantire, nella legislazione interna, uno status giuridico particolare alle scuole italiane, come pure finanziamenti svincolati dall’ottica numerica e il bilinguismo anche nel campo dei materiali didattico-pedagogici, amministrativi, informativi e della comunicazione istituzionale.

    Rispettare storia e cultura del territorio

    Un capitolo specifico è quello degli odonimi e della toponomastica originali, della salvaguardia del patrimonio architettonico, monumentale e artistico in genere che va conservato e tutelato, dell’irrinunciabilità al mantenimento della dimensione plurilinguistica, pluriculturale e plurinazionale dell’ambiente. Si auspica pure un accordo bilaterale sulla tutela delle tombe e delle testimonianze cimiteriali italiane, che assicuri la loro conservazione e cura, nonché il recupero e la tutela da parte delle autorità locali.

    Bilinguismo, scarsa coerenza

    L’aspetto più problematico è forse quello del bilinguismo: manca un’applicazione coerente e integrale delle disposizioni costituzionali e legislative vigenti in materia nei due Paesi. In Croazia, è estremamente carente l’attuazione dei diritti linguistici per quanto attiene le autorità amministrative statali a livello locale e regionale, in quella dell’autogoverno locale e regionale (bilinguismo visivo e tutela del territorio) e da parte delle municipalizzate e dei soggetti che svolgono servizi di pubblica utilità. La situazione è migliore, anche se ancora insoddisfacente, a livello di autonomie locali e regionali in cui l’italiano è lingua ufficiale e paritetica.
    In Slovenia, il diritto al bilinguismo e alla pariteticità della lingua italiana, particolarmente sui territori nazionalmente misti delle municipalità di Ancarano, Capodistria, Isola e Pirano, conosce una costante erosione nella sua attuazione, per quanto negli ultimi mesi si registri, in alcuni settori della pubblica amministrazione, un certo miglioramento, anche se si assiste pure a interpretazioni in chiave riduttiva o restrittiva.

    Le questioni aperte

    Il copioso materiale trasmesso all’attenzione del consiglieri (si articola in più di 450 pagine) fornisce un quadro esauriente dello stato attuale delle cose, delle questioni ancora aperte – molte delle quali si trascinano dai tempi dell’ex Jugoslavia –, e suggerisce una serie di provvedimenti, iniziative e possibile strategie da adottare. Molte di queste erano state delineate già in passato, oggetto di battaglie politiche che finora non hanno prodotto i risultati auspicati. I modus operandi vanno forse rivisti. E l’Assemblea di Verteneglio è anche un invito a riunire le forze, a stendere una piattaforma politica condivisa, che sarà poi realizzata con la sinergia di tutti i soggetti che si occupano della tutela della CNI.

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    Last modified on Giovedì, 07 Febbraio 2019 10:29