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    «La rimozione della memoria uccide nuovamente chi è stato già ucciso»

    By Dai nostri inviati a Bruxelles Christiana Babić e Marin Rogić Febbraio 06, 2019 122
    «La rimozione della memoria uccide nuovamente chi è stato già ucciso» Marin Rogić

    A nche al Parlamento europeo si è parlato del dramma vissuto dal popolo giuliano-dalmata alla fine della Seconda guerra mondiale. Grazie al patrocinio di Elisabetta Gardini, capogruppo di Forza Italia e capo della delegazione italiana del PPE al Parlamento europeo, ieri a Bruxelles è stata inaugurata l’esposizione “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei giuliani, fiumani e dalmati alla fine del Secondo conflitto mondiale”. Una testimonianza dell’esilio dei giuliani, fiumani e dalmati alla fine dell’ultimo conflitto mondiale organizzata dall’europarlamentare veneta in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), dell’Associazione Coordinamento adriatico e del Centro di documentazione multimediale per la cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata. La Mostra è idealmente suddivisa in quattro parti (confine orientale dal 1797 al 2013, esodo, foibe e video testimonianze). Nell’inaugurare l’esposizione Elisabetta Gardini ha rilevato che le persone nascono con dei diritti inalienabili che devono essere rispettati. Inoltre, richiamandosi agli insegnamenti di Giovanni Paolo II, l’europarlamentare ha rilevato che “Non c’è pace senza giustizia e senza perdono”.

    Cambiare il futuro

    L’inaugurazione della mostra, che rimarrà aperta fino a venerdì, è stata preceduta da una tavola rotonda sul tema “L’Europa e l’Alto Adriatico. Le istanze italiane a trent’anni dalla Caduta del Muro di Berlino”. All’appuntamento hanno preso parte diverse autorità politiche e diplomatiche. Nel corso dell’incontro ai presenti si è rivolto con un videomessaggio anche l’europarlamentare ed ex primo ministro sloveno Alojz Peterle. Un dibattito che non aveva per obiettivo cambiare la storia, bensì il futuro; giacché, come sottolineato da Davide Rossi: “L’Europa non deve avere paura del proprio passato”. Oltre all’esponente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati – che ha invitato a raccontare in modo critico e veritiero la storia – al panel hanno partecipato anche Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio della Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, l’europarlamentare Salvatore Cicu (vice capogruppo di Forza Italia a Bruxelles) e Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia e rappresentante dell’ANVGD.

    Un luogo dove posare un fiore...

    Quest’ultimo ha chiesto l’apertura degli archivi. Lo ha fatto chiarendo che: “Il silenzio, la rimozione della memoria, il negazionismo e il giustificazionismo, uccidono per la seconda volta chi già è stato ucciso”. “Vogliamo sapere dove sono i nostri cari tramite, anche, il riconoscimento delle salme. Vogliamo un luogo dove poter posare un fiore”, ha sottolineato il primo cittadino di Gorizia, ricordando che “molti esuli non amavano parlare della loro esperienza per paura”. Ziberna ha posto pure in evidenza che quella che da alcuni viene definita “operazione verità’” non ha come obiettivo l’individuazione dei “colpevoli” né l’eventuale attribuzione di responsabilità per quanto avvenuto.
    Oggi al Parlamento europeo il tema continuerà a essere trattato nell’ambito della conferenza giuridico-culturale: “I diritti degli esuli istriani, giuliani e dalmati, tra normativa interna e vocazione comunitaria”.

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    Last modified on Mercoledì, 06 Febbraio 2019 11:39