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    Portare a conoscenza di tutti le tragedie delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

    By Ilaria Rocchi Febbraio 04, 2019 592

    BRUXELLES | Portare a conoscenza degli addetti ai lavori dell’Europarlamento le tragedie delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Con questo spirito oggi presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles (Area Jan 3Q) verrà inaugurata alle ore 12.30 la mostra “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei giuliani, fiumani e dalmati alla fine del Secondo conflitto mondiale” grazie alla collaborazione con l’On. Elisabetta Gardini e a cura dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, dell’Associazione Coordinamento Adriatico e del Centro di Documentazione Multimediale per la Cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata.

    Storia occultata

    Visitabile fino all’8 febbraio, si tratta di una versione ridotta dell’omonima mostra che ha riscosso enorme successo al Meeting di Rimini per l’amicizia tra i popoli di agosto 2015, come rileva Lorenzo Salimbeni, responsabile comunicazione dell’ANVGD. L’esposizione è destinata ai frequentatori abituali della prestigiosa sede, agli europarlamentari e ai funzionari parlamentari, i quali potranno così avere un primo approccio con una pagina di storia europea che è rimasta a lungo occultata.

    Le istanze italiane

    Prima dell’inaugurazione, alle ore 10.30 nella sala 6Q1, avrà luogo una tavola rotonda intitolata “L’Europa e l’Alto Adriatico. Le istanze italiane a trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino”, alla quale interverranno Elisabetta Gardini (capogruppo di Forza Italia al Partito Popolare Europeo), Piero Mauro Zanin (presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia), Rodolfo Ziberna (sindaco di Gorizia e rappresentante dell’Anvgd) e Davide Rossi (Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati), i quali si interfacceranno con rappresentanti diplomatici e politici provenienti dagli Stati successori dell’ex Jugoslavia.

    Aprire gli archivi

    “Obiettivo di questa sessione – spiega Ziberna, figlio di esuli istriani (“polesane” per parte paterna, albonesi da quella materna) – è chiedere pubblicamente in una cornice così importante l’apertura degli archivi statali dell’ex Jugoslavia al fine di trovare traccia dei luoghi in cui sono sepolti i resti dei deportati a guerra finita dalla Venezia Giulia”. “C’è chi ancora tenta di giustificare le foibe, chi le irride, chi spera che possano tornare. Non ce la faranno. Noi continueremo a cercare la verità, prima fra tutte il luogo ove riposano i resti mortali dei nostri deportati a guerra finita”, ha commentato su Facebook.

    I «partigiani comunisti»

    Lo scorso anno il sindaco di Gorizia intervenne alla cerimonia del Giorno del Ricordo a palazzo Madama con un discorso molto apprezzato, in cui tra l’altro evidenziò come si stia ancora attendendo che venga riconosciuto ufficialmente il ruolo svolto “dai partigiani comunisti italiani nell’aiutare i comunisti titini in queste operazioni di rastrellamento, di deportazione e di uccisione. Questi partigiani comunisti italiani sul confine orientale non combatterono per liberare l’Italia dal giogo nazifascista, bensì per sottometterla con la forza e la violenza, con la morte di chi vi si opponeva, a un brutale nazionalismo sovietico-comunista, a una nuova dittatura. Partigiani che operarono al di fuori del CLN contro gli Alleati, nel segno di un internazionalismo anti italiano e filosovietico. Riconoscere ciò costituirebbe un passo assai importante, che peraltro alcuni Comitati provinciali ANPI in Italia hanno singolarmente già fatto”.

    I diritti degli esuli

    Domani invece avrà luogo il convegno “I diritti degli esuli Istriani-giuliani e dalmati, tra normativa interna e vocazione comunitaria”, introdotto e moderato da Davide Rossi (FederEsuli) che prevede in scaletta: il dott. Kristjan Knez (presidente della Società di Studi Storici e Geografici di Pirano e vicepresidente della Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano), il prof. avv. Giuseppe de Vergottini (emerito dell’Alma Mater Università degli Studi di Bologna), la Dottoressa Donatella Oneto (giudice presso il Tribunale di Pavia), l’avv. Davide Lo Presti (dottore di ricerca in Diritto ed Economia dell’Impresa, discipline interne ed internazionali presso l’Università degli Studi di Verona) e l’avv. Mattia Magrassi (dottore di ricerca in Diritto Pubblico Comparato presso l’Università degli Studi di Trento).

    Il lungo secondo Novecento

    Knez tratteggerà “Il lungo secondo Novecento e la cultura degli Italiani dell’Adriatico orientale”; de Vergottini rifletterà in materia di “Interesse nazionale e disinteresse della politica”; Oneto approfondirà il tema de “Le attuali possibilità di tutela dei diritti degli esuli fiumani e giuliano-dalmati sui beni nazionalizzati”; Lo Presti parlerà di “Il diritto ha le sue ragioni che la ragione non conosce”; Magrassi illustrerà “Le azioni risarcitorie intraprese dagli esuli nei confronti dello Stato italiano tra diritto interno e diritto europeo”.

    Miriade di iniziative

    “Oltre alla miriade di iniziative che i comitati provinciali e le delegazioni dell’ANVGD stanno sviluppando in questo periodo – commenta il presidente nazionale dell’associazione, Renzo Codarin – in collaborazione con istituti scolastici e amministrazioni comunali per il Giorno del Ricordo, questo prestigioso evento si pone in continuità con altre precedenti significative e onerose progettualità che sono state realizzate dalla nostra associazione”. Codarin cita a esempio il film “Red land – Rosso Istria”, realizzato con il sostegno e la collaborazione dell’ANVGD, che l’8 febbraio sarà proiettato dalla RAI (sulla terza rete, alle ore 21.20), ma anche l’edizione speciale, a uso scolastico, del fumetto “Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana”, di Emanuele Merlino e Beniamino Delvecchio (edito da Ferrogallico, collana Europea, 2018), che su iniziativa dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto, dell’ANVGD e della FederEsuli sarà distribuito in Italia nelle scuole secondarie di primo grado, insieme con un opuscolo informativo, curato dallo storico Guido Rumici.

    Il ritorno al Quirinale

    A impreziosire ulteriormente il quadro, la cerimonia istituzionale del Giorno del Ricordo torna al palazzo del Quirinale. “Il 9 febbraio celebreremo la ricorrenza civile – conclude Codarin – alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: sarà la dimostrazione della rilevanza nella storia patria di quanto hanno sofferto triestini, goriziani, istriani, fiumani e dalmati a guerra finita ad opera delle forze partigiane jugoslave di Josip Broz Tito”.

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    Last modified on Martedì, 05 Febbraio 2019 10:52