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    Cresce il gruppo di Bandić. Maretta in Parlamento

    Mladen Madjer Mladen Madjer Patrik Macek/pixsell

    ZAGABRIA | “Mi ha contattato un futuro deputato al Sabor”… Milan Bandić aveva anticipato così l’ulteriore crescita del suo gruppo parlamentare. “Tutti quelli che vogliono lavorare si avvicineranno al gruppo del Partito del lavoro e della solidarietà. Lo faranno ora o tra sei mesi o tra un anno. Non importa. Non molleremo fino a quando il lavoro e la solidarietà che portano risultati a Zagabria e non daranno una mossa a tutto il Paese”, aveva detto il sindaco di Zagabria portando molti a chiedersi chi sarà il nuovo acquisto del gruppo parlamentare della maggioranza che sta assumendo una valenza numerica sempre più importante tra i mugugni bipartisan dei partiti. Sono in tanti, infatti, a vedere con il fumo negli occhi la tendenza che sembra attraversare indisturbata l’arco parlamentare coinvolgendo deputati già iscritti nelle formazioni partitiche più diverse.

    Il ricorso alle istituzioni

    Qualcuno si spinge anche oltre il semplice disappunto e si rivolge alle istituzioni chiedendo di indagare per chiarire la vicenda. In quest’ultimo caso, che ha visto passare al gruppo di Bandić Mladen Madjer, entrato al Sabor in quota HSS come sostituto di Stjepan Kožić, stando ai tweet del Partito contadino il suo presidente Krešo Beljak ha chiesto l’avvio delle indagini del caso all’Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata (USKOK). E non è la prima volta che i cambi di cassacca finiscono al vaglio degli inquirenti. Già in passato una denuncia simile era stata fatta alla Procura di Stato (DORH) e a firmarla erano stati gli esponenti di Barriera umana (Živi zid) e all’epoca a suscitare dubbi e sospetti era stato il passaggio nel gruppo parlamentare di Bandić dell’ex Popolare Marija Puh.

    Denunce fuori luogo

    Il ministro dell’Amministrazione, Lovro Kuščević è convinto che le denunce siano fuori luogo “Non c’è alcuna ragione per la quale l’USKOK dovrebbe occuparsi dei passaggi nel gruppo parlamentare di Milan Bandić in quanto in una società democratica ogni deputato ha il diritto di scegliere e sostenere i migliori e l’attuale maggioranza appartiene sicuramente a questa categoria”, ha detto. Kuščević nei passaggi da un gruppo parlamentare all’altro non vede nulla di male né tantomeno un raggiro a danno degli elettori in quando – sostiene – “il giuramento vincola a lavorare nell’interesse del Paese e dei cittadini ed è appunto con il sostegno a questa maggioranza e a questo governo che si opera in questo senso.

    Transfughi «Pokemon»

    “Nulla mi sorprende più in questa legislatura”, ha detto Siniša Hajdaš Dončić al termine della riunione della Presidenza dell’SDP. “Bisognava fare più attenzione al momento della creazione delle liste. C’era da chiedersi se le persone messe in lista erano psichicamente labili. Sulla loro credibilità politica è inutile spendere parole”, ha aggiunto, stigmatizzando i transfughi definendoli dei “Pokemon”. Comunque sia, a suo dire, i tredici cambi di casacca non indicano lo sfascio delle opposizioni bensì un riordino e pertanto la situazione non richiede l’intervento dell’USKOK. “Il problema è morale sia dal punto di vista politico sia sul piano umano”, sostiene. Di opinione diversa il leader del Most, Božo Petrov, che auspica l’intervento delle istituzioni competenti.

    No al rimpasto di governo

    Quanto agli effetti che la situazione potrebbe avere sugli equilibri nella maggioranza il presidente del Sabor, Gordan Jandroković, esclude ripercussioni negative. “Nulla lo fa presagire. La collaborazione è sempre stata buona con tutti i partner della coalizione e sono certo che continuerà a essere tale”, ha detto al termine della seduta della Presidenza del Parlamento croato, tornando ad escludere un possibile rimpasto del governo. “Non credo che qualcuno lo chiederà e non vedo le ragioni per farlo”, ha detto il presidente del Sabor, che non ha voluto esprimersi riguardo ai possibili motivi che avrebbero spinto diversi deputati a passare nel gruppo di Bandić. “Questa è una domanda che va posta ai diretti interessati”, ha detto, per poi chiudere con una battuta: “Posso dire soltanto che avanti di questo passo il gruppo del signor Bandić potrebbe superare in numero di deputati anche l’HDZ”. Quanto alle denunce all’USKOK, Jandroković ha detto di non conoscere i motivi per i quali siano state presentate. “Se ci sono le prove è normale che queste siano state sporte, ma se queste non ci sono e si tratta soltanto di uno spin volto a distogliere l’attenzione dalla responsabilità di qualcuno per i problemi che attanagliano alcuni partiti allora – ha detto – sulla questione dovrebbero riflettere le persone che guidano i partiti in questione”.


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    Last modified on Venerdì, 04 Gennaio 2019 11:05