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    Un battito d’ali a dividerci dalla crisi economica ed ecologica

    By Gianfranco Miksa Aprile 09, 2019 252
    Il regista Marco Di Stefano Il regista Marco Di Stefano foto: Ivor Hreljanović

    FIUME | Una “black comedy” dai toni neri e satirici, che affronta argomenti sull’ambiente, sulla scienza e sull’etica del potere. Si presenta così il prossimo allestimento del Dramma Italiano, co-prodotto dall’Associazione Interdisciplinare delle Arti – La Confraternita del Chianti, “Effetto farfalla” scritto a quattro mani da Chiara Boscaro e Marco Di Stefano, quest’ultimo anche regista dello spettacolo, che sarà presentato alla Casa di Cultura Croata di Sušak, il 25 aprile. In occasione del prossimo debutto abbiamo incontrato il regista Marco Di Stefano, fodatore assieme a Chiara Boscaro della Confraternita del Chianti, una delle compagnie teatrali lombarde di ultima generazione, impegnata sul tema della drammaturgia contemporanea.

    “La collaborazione per questo nuovo allestimento è nata in virtù degli ottimi rapporti nati grazie alla precedente produzione – esordisce il regista –. Quella di ‘Esodo Pentateuco #2’, che narrava l’esodo degli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Un progetto in cui ci siamo trovati molto bene e che ha portato alla realizzazione di uno spettacolo che ha avuto due anni di circuitazione in Italia, Slovenia e Croazia”.
    Il lavoro teatrale, brillantamene interpretato da Diego Runko – che narra la storia di una famiglia che dopo la Seconda guerra mondiale, scelse nonostante tutto di rimanere a Pola –, è stato presentato anche alla Comunità degli Italiani della Città dell’Arena, proprio in occasione del Giorno del Ricordo. Però ad assistere alla prima polese, con sorpresa un po’ di tutti, è stata una sala piena a metà, nonostante fosse stata diramata in precedenza, la notizia che lo spettacolo era andato completamente esaurito. Che cos’è accaduto?
    “Sinceramente non so che cosa sia successo in quell’occasione. È vero, al debutto polese ci aspettavamo più gente, soprattutto perché nel lavoro erano affrontati temi specificamente legati alla città di Pola e alla sua gente. In verità, al debutto c’erano una sessantina di persone, in una sala che ne poteva contenere il doppio, ma il lavoro è stato accolto con grande entusiasmo e calore. Non so dire chi e perché abbia diramato la notizia che tutto era andato esaurito. Si sarà trattato di un equivoco”.

    Complessivamente, quante sono state le repliche di “Esodo Pentateuco #2”?

    “Abbiamo avuto tra le 40 e 50 repliche. Tra l’altro, il lavoro ha ottenuto in Italia importanti riconoscimenti, come il Premio Museo Cervi - Teatro per la Memoria 2016, per cui è uno spettacolo che ci ha dato tanta soddisfazione. Inoltre, lo riprenderemo anche quest’estate, a luglio, per un progetto transfrontaliero tra Italia e Svizzera”.

    Come nella precedente occasione, anche questa vede lo stesso team organizzativo?

    “Infatti. È una produzione in comune tra il Dramma Italiano e l’Associazione Interdisciplinare delle Arti – La Confraternita del Chianti, di cui, assieme a Chiara Boscaro, sono fondatore, e Aida, che, in questo momento, è la nostra società produttrice”.

    Qual è la genesi del lavoro?

    “Il testo è stato scritto a quattro mani da Chiara Boscaro, mia compagna di vita, e da me, che firmo anche la messa in scena L’idea, dalla quale siamo partiti, è stata di realizzare un lavoro sul sistema capitalistico, la cui economia è quella preponderante a livello mondiale. Ci interessava molto il concetto di come un piccolo evento, anche in un Paese sperduto del mondo, possa scatenare un putiferio dall’altra parte del mondo. Una situazione che accade molto spesso in economia. Nel nostro progetto ci piaceva l’idea che quest’argomento potesse essere trattato anche dal punto di vista ecologico. Tutti noi non ci rendiamo conto di quanto la presenza umana sul Pianeta sia a volte infestante, soprattutto per cose che facciamo fatica a comprendere”.

    Quindi uno spettacolo di teatro d’inchiesta?

    “Non proprio. ‘Effetto farfalla’, è fiction, teatro di finzione. La storia principale è quella di due scienziati al Polo Sud che incrociano un consigliere dell’ONU e una lobbysta delle multinazionali. Alcune scene sono ambientate al Polo Sud, altre a New York e in Corea del Nord, e altre ancora a bordo di un aereo”.

    Quali sono i toni dello spettacolo?

    “È una ‘black comedy’ dai toni neri e satirici che affronta argomenti sull’ambiente, sulla scienza e sull’etica del potere. Ma è anche una riflessione sul rapporto tra teatro e politica e sull’influenza che l’arte può avere sul mondo. Per questo lavoro, abbiamo scelto di avere un’impostazione molto agile, con le stessa qualità tecniche organizzative e logistiche di ‘Esodo Pentateuco #2’, in modo da poter girare con facilità e avere quante più rappresentazioni in tutta Europa. La tournèe in Istria è attesa per la prossima stagione”.

    Qual è lo scopo della pièce?

    “Indagare ed educare su cose che tutti noi facciamo quotidianamente, e che senza rendercene conto, possono avere effetti devastanti a lungo termine. Sia per quanto riguarda l’economia, sia per l’ambiente”.

    Chi vedremo in scena?

    “Gli attori del Dramma Italiano, Leonora Surian Popov, Serena Ferraiuolo e Giuseppe Nicodemo, affiancati da quelli ospiti, gli attori della Confraternita del Chianti, Valeria Sara Costantin e Marco Pezza”.

    L’attore polese, Diego Runko, che abbiamo avuto occasione di vedere in “Esodo Pentateuco #2” non ci sarà?

    “Diego Runko, che fa ancor sempre parte della Confraternita del Chianti, non lo vedremo purtroppo in quest’occasione. L’abbiamo coinvolto fin dall’inizio nel progetto, ma a causa di altri impegni, non poteva essere presente nell’allestimento dello spettacolo”.

    Il debutto di “Effetto farfalla” è in programma il 25 aprile, una data che in Italia è particolare?

    “È la Festa della liberazione dal nazifascismo. È una celebrazione che noi, sia come compagnia teatrale, sia come singoli, sentiamo molto vicina. Di solito il 25 di aprile ci rechiamo in manifestazione per ricordare che la libertà è un valore importante, e che il fascismo e il nazismo sono state delle ideologie che l’hanno tolta a tantissime persone. Lo facciamo ricordare a tutti che sono stati crimini contro l’umanità, soprattutto in un periodo difficile come questo, dove l’intera Europa tende agli estremi”.

    Sia con ‘Esodo Pentateuco #2’ che ora con ‘Effetto farfalla’, ha avuto modo di conoscere da vicino la Comunità Nazionale Italiana della Croazia e della Slovenia. Che idea si è fatto?

    “Sono molto affezionato alla Comunità, al Dramma e all’ambiente che abbiamo trovato. Uno dei miei familiari, originario da Lussinpiccolo, di mamma slovena e papà italiano, è stato esule. Per me è stato un modo di avvicinarmi a qualcosa di cui nella mia famiglia si sentiva il peso e l’influenza. È stato bello avvicinarsi a questa realtà”.

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    Last modified on Martedì, 09 Aprile 2019 11:58