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    Foibe, grotte, inghiottitoi e voragini Pericolo latente, ignorati gli allarmi

    By Franco Sodomaco Febbraio 23, 2019 301
    L’ultima voragine apertasi in un campo arato a Seghetto L’ultima voragine apertasi in un campo arato a Seghetto Franco Sodomaco

    Certe cose fanno davvero riflettere. Come gli allarmi, del tutto ignorati, sulla presenza di grotte, foibe, inghiottitoi e pozzi potenzialmente pericolosi presenti in tutta l’area del Buiese. Una questione mai risolta, anche se qualche tempo fa, dopo le insistenze di alcuni consiglieri municipali di Buie e Umago, era stata fatta una mappatura delle foibe e delle cavità considerate pericolose.
    Nel 1990, in uno di questi inghiottitoi nell’Alto Buiese, aveva perso la vita un giovane Vigile del fuoco di Umago: Zoran Finderle, questo il suo nome, era finito in un inghiottitoio non transennato durante un intervento notturno. Ma da allora le cose non sono di molto cambiate. Allarmi ignorati anche nella zona di Seghetto - Rosazzo, dove negli ultimi anni si sono aperte delle voragini nel terreno, del diametro da 1 a 5 metri e profonde qualche decina di metri. Ma anche per Seghetto nessuno si è mosso. Ogni tanto in queste voragini finisce qualche animale, ma il pericolo è latente anche per le persone.
    Tempo fa, su iniziativa di un ex consigliere di Buie, Dario Šain, residente nella zona di Tribano, nell’Alto Buiese, il problema era stato riattualizzato, giungendo a una prima mappatura di 32 voragini e foibe. Successivamente a muoversi era stato anche un consigliere di Umago, Daniele Fattor, cosa che aveva portato a una seconda mappatura, sollecitata e realizzata da un ingegnere dei pompieri di Umago, Vlado Kušče. Da allora, però, sono passati diversi anni e il problema non è stato ancora risolto.

    Registrate oltre 80 voragini

    Ricerche più approfondite avevano portato il numero delle foibe e delle voragini note da 32 a oltre 80, molte veramente pericolose. Siccome i boschi sono sempre più frequentati dai raccoglitori di funghi e di asparagi, forse è bene ricordare che l’attenzione in natura non è mai troppa. Trovarsi all’improvviso davanti a un buco nero, profondo decine di metri non è certo piacevole, anche perché quasi sempre l’entrata è celata dalla vegetazione e si nota (ben che vada) soltanto all’ultimo momento.
    Nella zona di Umago ci sono non meno di 17 inghiottitoi, foibe e voragini considerate ad alto rischio; nella zona di Buie 15. Ma il Buiese conta 360 chilometri quadrati e le voragini accertate sono oltre 80. Qualche anno fa i Vigili del fuoco di Umago avevano pure classificato (per la prima volta) dette voragini, in modo da rendere l’idea della loro pericolosità, proponendo delle misure per metterle in sicurezza, che poi erano state sottoposte all’attenzione del Consiglio municipale di Umago.

    Un argomento tabù

    Fra le grotte più pericolose nell’Umaghese vengono segnalate quelle di Madonna del Carso (con un’apertura in superficie di 4 metri per 5), Galici (1,5 per 1,5), Spinel (3 per 2), Monte (a destra di Cortina, 10 per 10) e Gruppia (25 per 25), mentre nella zona di Buie sono segnate le grotte di Vinela (15 per 25), Tribano (3 per 3), Marussici (20 per 20) e San Giovanni a Jugovci (1,5 per 1), tutte profonde decine di metri.
    Poi ci sono quelle micidiali, come ad esempio quella in cui è finito il giovane pompiere di Umago, presso Crassiza. Oggi quel buco nero è segnato dalla targa che ricorda quella tragedia. Una voragine quasi invisibile, che si manifesta all’improvviso e che si trova alla fine di una piccola scarpata. Monte altre, simili a questa, non sono segnate. A quanto pare, e questo deve preoccupare tutti, la legge che regola la materia, non regola un bel nulla.
    Nella stagione degli incendi boschivi, poi, i Vigili del fuoco preferiscono fare intervenire i Canader, non solo più veloci, ma anche più sicuri, perchè evitano ai pompieri di dover camminare su un terreno pieno di buchi, che il fumo rende ancora più pericoloso.
    Diremo pure che chi transenna un inghiottitoio, voragine o foiba, risponde anche se qualcuno vi finisce dentro. E in questa società, dove tutti si lavano le mani, anche mettere una transenna, o una rete metallica sopra un buco, diventa un problema. Il problema è che i buchi ci sono, non sempre sono visibili e sono sempre pericolosi. Se andate a passeggiare in natura, dunque, fate affidamento sul vostro buon senso, perché i pericoli ci sono sempre e dove meno ve lo immaginate.

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    Last modified on Sabato, 23 Febbraio 2019 10:37