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    Redazione

    Redazione

    Domanda e risposta. Richiesta di rettifica

    Novembre 12, 2018

    Spettabili,
    in riferimento all’articolo della Voce del popolo pubblicato il 9 novembre 2018, della caporedattrice del mensile Arcobaleno, Tiziana Dabović, intitolato “Gare di lingua italiana”, in base alla Legge sull’informazione, in qualità di Titolare del Collegio professionale interregionale di lingua italiana-lingua materna presso le scuole elementari e medie superiori per la Comunità Nazionale Italiana, delle Regioni Istriana e Litoraneo montana, a nome degli insegnanti di lingua italiana, che rappresento, per la completezza dell’informazione e la rettifica dell’errore riguardante il presunto boicottaggio della Gara di lingua italiana da parte degli insegnanti di lingua italiana e lingua e letteratura italiana, richiedo la pubblicazione nell’edizione di lunedì 12 novembre p.v., in posizione di pari rilevanza dell’articolo a firma della signora Dabović, del testo integrale del comunicato spedito per posta elettronica, alle scuole, il 7 novembre 2018.
    Cordiali saluti.
    La titolare CPI per gli insegnanti di lingua italiana-lingua materna presso le scuole elementari e medie superiori per la Comunità Nazionale Italiana delle Regioni Istriana e Litoraneo montana

    prof. Ester Grubica

    ————————

    Gentile signora Ester Grubica,
    la Voce del popolo pubblicherà volentieri tutte le rettifiche che vuole, naturalmente a condizione che, ai sensi della legge sull’informazione, riportino nome cognome, firma, indirizzo e contatto telefonico del mittente. Il tutto in aggiunta all’indicazione del capoverso, della riga e della (delle) parola (parole) presenti nel testo della signora Dabović che secondo lei andrebbero rettificate, cioè modificate.
    La Voce del popolo non pubblicherà, invece, canagliate riprese da profili Facebook privati, peraltro sgrammaticate e incomprensibili, nonché improponibili e indecenti, che incitano al boicottaggio delle Gare di italiano tradizionalmente organizzate dall’Unione Italiana in collaborazione con il prestigioso mensile per ragazzi Arcobaleno. Strana proposta la sua, avanzata per giunta da una titolata che, pur non rappresentando in questo contesto tutti gli insegnanti di lingua italiana delle nostre elementari e medie superiori, esorta al boicottaggio piuttosto che alla promozione di iniziative – qual è la nostra – tese a diffondere lingua, cultura e identità italiane.

    Roberto Palisca
    caporedattore della Voce del popolo

    Finanziaria nel segno dell’ottimismo Prevista una crescita del 2,9 per cento

    Novembre 10, 2018

    ZAGABRIA L’economia croata è in fase di ripresa. Nonostante il cappio al collo rappresentato dalla crisi della cantieristica, anche l’andamento delle finanze pubbliche appare equilibrato. Il gettito finanziario è ottimo. Tutto questo, come ha lasciato intendere il premier Andrej Plenković alla riunione di ieri del governo, induce all’ottimismo. L’Esecutivo ha pertanto approvato e inviato al Sabor la Legge finanziaria per il 2019 che s’impernia su una previsione di crescita dell’economia del 2,9 per cento. Per tutti i Ministeri, ad eccezione di quello del Turismo sono previsti maggiori fondi. Vengono proposti pure aumenti dell’ordine del 7,7 per cento dei finanziamenti per le attività culturali delle minoranze nazionali.


    Riforma fiscale
    Di pari passo alla Finanziaria il governo ha inviato all’esame del Sabor anche il pacchetto di leggi sulla riforma fiscale. Si va dalla riduzione dell’imposta sul valore aggiunto su una serie di generi alimentari e articoli di prima necessità allo sgravio degli stipendi. Tutto questo dovrebbe riflettersi positivamente, almeno stando agli intendimenti del governo, sul tenore di vita di larghe fasce della popolazione. In seguito all’aumento delle sovrattasse il prezzo delle sigarette dovrebbe aumentare di due kune. Qualcuno si lamenterà. Siamo comunque ben lontani dai drastici rincari di cui si favoleggiava tempo addietro sull’onda delle richieste del ministro della Sanità d’imporre tasse sui prodotti nocivi alla salute, per racimonare anche i fondi per risanare il sistema sanitario.

    Andamento positivo
    Il primo ministro Andrej Plenković ha reso noto ieri durante la riunione dell’Esecutivo che la revisione del bilancio di quest’anno, grazie alle attuali tendenze macroeconomiche positive, non va ad aumentare il livello di spesa, mentre la proposta relativa alla Finanziaria 2019, basata su un tasso di crescita economica del 2,9 p.c., è stata definita razionale e di alta qualità. Aprendo la seduta, il premier ha espresso soddisfazione per le previsioni autunnali presentate dalla Commissione europea, nelle quali è prevista una crescita dell’economia croata per quest’anno del 2,8 p.c., affermando che le stime del governo e degli esperti comunitari convergono. A suo avviso le tendenze macroeconomiche nella parte precedente dell’anno hanno avuto un impatto positivo sulle entrate di bilancio. Come sottolineato, rispetto alle previsioni, vi sono maggiori entrate derivanti dall’IVA, dai contributi, dalle accise e dalle imposte sul reddito. “Tutti questi indicatori sono buoni e positivi, ed è per questo che possiamo proporre una revisione del bilancio di quest’anno che non aumenta il livello di spesa”, ha affermato Plenković. Come elemento importante ha indicato le garanzie cocesse al Gruppo Uljanik, che potrebbero pesare sulle uscite di bilancio, rilevando che “questo non l’avevamo previsto”.
    Andrej Plenković ha ricordato che nei primi sei mesi di quest’anno il bilancio era in attivo di 1,6 miliardi di kune, affermando che questa tendenza è poi proseguita. Il premier ha rammentato pure di aver detto chiaramente ai suoi ministri di “condurre una politica molto restrittiva nel prossimo mese e mezzo in modo da avvicinarsi al pareggio di bilancio”.

    Ridistribuzione dei mezzi
    Come spiegato, la ridistribuzione all’interno della manovra tocca diversi capitoli: dai 400 milioni di kune per il settore sanitario fino all’aumento dei fondi per il Ministero degli Interni causa le nuove ondate migratorie; una parte dei mezzi va alle politiche per il rinnovamento demografico; circa 230 milioni di kune per l’indicizzazione delle pensioni. Poi altri fondi andranno alla cultura, all’edilizia, alla scienza, ala giustizia e allo sviluppo regionale.

    Debito pubblico: d’obbligo la riduzione
    “Mi sembra che con questa manovra abbiamo fatto il massimo che potevamo fare per il Paese”, ha precisato il premier, che ha colto l’occasione per invitare i ministri a compiere ulteriori sforzi per proseguire con il trend positivo nonostante la crisi del Gruppo Uljanik, “in quanto gli andamenti positivi rappresentano la base per il conseguimento degli obiettivi fondamentali della politica economica che prevedono la continuazione della riduzione della quota del debito pubblico nel PIL che, speriamo, nonostante l’Uljanik, entro la fine dell’anno possa essere inferiore al 75 p.c.”. Per quanto riguarda la proposta di bilancio del 2019, la crescita economica è stimata al 2,9 p.c. e il deficit di bilancio allo 0,4 p.c. del PIL. Secondo la proposta del governo, le entrate del bilancio statale ammonteranno a 136,1 miliardi di kune nel 2019, ovvero il 5,5 p.c. in più rispetto al 2018. Le spese per il prossimo anno sono previste a un livello di 140,3 miliardi di kune, ovvero 6,9 miliardi in più rispetto a quest’anno.

    La Comunità di Spalato rende onore ai caduti

    Novembre 05, 2018

    SPALATO | Il 4 novembre, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate e del centenario della fine della Prima guerra mondiale, nel cimitero cittadino i rappresentanti della CI di Spalato hanno deposto fiori sulla lapide con lo stemma italiano. Si tratta di un monumento posto nel 2004 dal presidente onorario, nonché fondatore della CI, Mladen Čulić-Dalbello, unitamente al Consolato Italiano a Spalato, per ricordare tutte le vittime presenti nell’anagrafe militare e civile che hanno pagato con la loro vita i tristi eventi bellici in queste regioni.

    La Viceconsole onoraria d’Italia a Spalato, Maja Medić, e la presidente del sodalizio spalatino, Antonella Tudor, con toccanti parole hanno illustrato il significato di questo gesto e la sua valenza in queste terre croate e dalmate, ossia la volontà di tenere acceso un lume eterno in onore di tanti, troppi, caduti a causa della loro italianità.

    Concerto in onore di Rossini

    La sera precedente nella sede della Comunità degli Italiani di Spalato si è tenuto un concerto in onore di Gioachino Rossini, in occasione del 150.esimo anniversario della morte del celebre musicista italiano. In una sala gremita, il quartetto Alpe Adria Consort (che fa parte del prestigioso Serenade Ensemble di Trieste), nell’ambito della collaborazione con le CI di Slovenia, Croazia e Montenegro, ha presentato lo spettacolo “Gioachino Gourmet: musica, ricette e aneddoti alla tavola di Rossini”.
    Il programma musicale consisteva nella Sonata a quattro n4, la Sonata a quattro n6, e La calunnia (dal Barbiere di Siviglia), suonato da Joseph Buisse (flauto), Francesca Pernigo (clarinetto), Andrea Sfetez (corno) e Giacomo Sfetez (fagotto).
    La perfetta sintonia strumentale, insieme al richiamo della storia personale, musicale e culinaria di Rossini, ha reso la serata molto gioviale. Infatti, sentire suonare le musiche di un classico italiano nelle strette stradine del Palazzo di Diocleziano è stata fonte di molteplici soddisfazioni per i soci della Comunità degli Italiani e i loro ospiti. Sotto la guida della presidente Antonella Tudor, l’ottima accoglienza e il successivo rinfresco (preparato dai soci della CI anche il famoso cocktail “Rossini” a base di fragole e Prosecco) hanno completato la serata, fornendo un valido motivo di piacevoli ricordi.

    San Bortolo, un canale da sistemare

    Ottobre 30, 2018

    SEZZA| Entro la fine di gennaio dal canale di San Bortolo saranno rimosse 25 imbarcazioni affondate o semi-sommerse dall’acqua. Lo ha annunciato il ministro dell’ambiente, Jure Leben, nel corso della visita nella fascia costiera. Sarebbe così risolto il primo grande problema che riguarda questo braccio di mare, che si insinua nelle saline di Sicciole ed è stato trasformato in mandracchio. Oltre alle barche che vi trovano ormeggio regolarmente, molti sono gli abusivi per non parlare dei proprietari incoscienti che abbandonano qui natanti anche di considerevoli dimensioni. Molti governi sloveni finora hanno tentato di risolvere il problema, scontrandosi poi con questioni burocratiche e spese insormontabili. Leben ha chiesto scusa alla Comunità locale per i 15 anni di immobilismo che hanno deturpato gravemente il canale e le aree limitrofe, confinanti tra l’altro con un Parco naturale. Rimossi i relitti si passerà alla fase più delicata, ossia individuare nuovamente i proprietari delle imbarcazioni in pessime condizioni e abusive. Saranno invitati a rimuoverle da soli. In caso contrario lo farà a loro spese il competente ispettorato. Secondo il ministro, il canale di San Bortolo potrebbe avere un aspetto curato entro la prossima estate. La fase più delicata, dove lo Stato rischia denunce e richieste d’indennizzi, è determinare lo stato effettivo delle imbarcazioni e il loro valore attuale. Con ogni probabilità il fondale del canale andrebbe dragato e gli ormeggi ricostruiti, per poter accogliere anche diportisti stranieri. Leben ha chiesto la collaborazione del Comune di Pirano e della Comunità locale, assicurando che questa volta Lubiana farà la sua parte, sino in fondo. (gk)

    Caduti ignoti. Un faro di speranza

    Ottobre 22, 2018

    di Marin Rogić Foto Goran Žiković
    UDINE | Grande commozione e anche qualche lacrima sabato al Tempio Ossario di Udine in occasione della celebrazione degli Onori solenni e della tumulazione dei sette caduti italiani i cui resti sono stati rinvenuti di recente nel bosco di Castua, a pochi chilometri da Fiume. Tante le autorità presenti, tra i quali citiamo i rappresentanti della Regione Friuli Venezia Giulia e del suo Consiglio regionale, quelli del Comune di Udine, della Prefettura, Questura, ma anche parlamentari e ovviamente gli esponenti del corpo militare italiano. Il picchetto d’onore e la resa degli onori ai caduti, sono stati eseguiti dalla compagnia interforze composta da Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza e dalla Brigata alpina Julia. Poco prima dell’inizio della cerimonia religiosa, celebrata dal cappellano militare don Albino affiancato dal parroco del Tempio don Carlos, il segretario della Società di Studi Fiumani, Marino Micich, ci ha dichiarato: “Oggi è una giornata molto importante che fa seguito alla messa tenuta a Castua il 15 settembre scorso. Verranno tumulate le 7 urne dei nostri connazionali tra cui stimiamo, grazie anche le testimonianze apparse nel libro di Amleto Ballarini e di chi ha visto l’evento, la presenza del senatore Riccardo Gigante”. Micich ha tenuto a ringraziare le autorità governative italiane e croate “per avere portato a termine questa riesumazione con i più alti onori che giustamente queste vittime della guerra e del dopoguerra meritano, anche per quanto riguarda un discorso di pace e collaborazione tra i popoli”.

    «L’ultimo grande innamorato di Fiume»

    Particolarmente significativa la partecipazione alla Messa della famiglia Gigante, con Dino il pronipote del senatore Riccardo Gigante, infoibato nel bosco della Loza, che si è detto molto soddisfatto dell’arrivo dei caduti su suolo italiano. “Era tempo, direi – ci ha dichiarato –, che fosse riconosciuto che Riccardo Gigante, un uomo disarmato, fosse stato barbaramente assassinato. Probabilmente un martire che certamente se l’aspettava, e forse in parte anche volontario perché avrebbe potuto fuggire 10 volte, ma non lo ha mai fatto”. Dino Gigante ha poi voluto ricordare la persona del senatore Riccardo, definendolo “l’ultimo grande innamorato di Fiume”. “Era fatto così, era uno molto deciso, molto determinato, l’ultimo grande innamorato di Fiume se vogliamo. Bisognerebbe pensare a quello che lui ha fatto dopo il ’43. Il suo segretario Gian Proda riportò una dichiarazione, poi ripresa anche da De Poli nel suo libro, in cui disse che comunque finiva la guerra, i fiumani avrebbero perso. Dopo essere stato destituito dai tedeschi ha passato il tempo a fare folclore fiumano. Voleva che rimanesse il popolo, oggi si potrebbe dire che era una personalità che metteva il suo popolo davanti a tutto”, ci ha detto, per poi mettere in chiaro: "Non vuole essere il protagonista di questa giornata. Semplicemente assisterò. Mi voleva bene e io volevo bene a lui. Ero un bambino piccolo quando lo hanno ammazzato, avevo 7 anni. Me lo ricordo come molto simpatico, molto giocattolone”, ha concluso Dino Gigante. Nei prossimi mesi verrà inoltrata la richiesta al Ministero della Difesa per la prova del DNA e da quanto trapelato, dai primi contatti, questa richiesta è stata definita plausibile.

    Unire e non dividere

    Don Albino nell’omelia ha invitato "a pregare per i nostri connazionali tornati sul suolo italiano”. “Voi siete la parola più bella per i nostri cari che oggi qui ricordiamo, salutiamo e diamo l’ultimo arrivederci cristiano. Grazie di cuore a tutte le autorità civili, militari, politiche, tutte le persone qui convenute che rendono bello e significativo questo momento. Non è la quantità che fa la differenza, ma è la qualità, quindi un grazie di cuore a tutti voi che rendete veramente questo momento, bello, importante e significativo", ha concluso il cappellano militare. "I caduti ignoti sono un elemento nobilitante dei Sacrari". È il pensiero espresso dal generale Alessandro Veltri, commissario generale del Commissariato Generale per l’onoranza dei caduti. “Oltre ad avere allora donato la vita, sono ora indispensabile faro di speranza per tutti coloro che non hanno avuto più notizie dei loro congiunti”, ha spiegato. “Siamo qui in rappresentanza di una moltitudine per unire e non per dividere”, ha sottolineato il generale secondo il quale la vasta rappresentanza istituzionale presente, “rappresenta la chiara dimostrazione che il tempo che è passato è servito soltanto per rafforzare determinati sentimenti, non per trascurarli o per eluderli”. “Tale significativa partecipazione è la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il tempo trascorre solo per rafforzare il senso di responsabilità e amor patrio, pregio di ogni cittadino italiano”, le parole del generale.

    La collaborazione prosegue

    Un particolare ringraziamento lo avuto rivolgere anche alle autorità croate, alle autorità diplomatiche italiane in Croazia, “per le autorizzazioni che ci sono state concesse, per la disponibilità manifestata in questo sensibile impegno”. “Oltre a ciò un grazie va alla comunità fiumana – ha sottolineato –, che con tenacia e determinazione ha collaborato per il recupero dei sette caduti che oggi onoriamo, consentendo di dare concreta attuazione a un impegno che per anni è stato nelle priorità del Commissariato. Sono certo che la collaborazione continuerà nell’esclusivo interesse dei caduti e delle loro famiglie”. Veltri ha portato il saluto del ministro italiano della Difesa, di cui il Commissariato generale è diretta emanazione, ringraziandolo “per sempre massima sensibilità con cui interpreta la nostra missione, che oltre a costituire un dovere per la nazione, esprime un sentimento di vissuta vicinanza con le famiglie che hanno sofferto la perdita di un congiunto per gli ideali della Patria”. Un pensiero lo ha rivolto anche alle famiglie dei caduti “che hanno saputo attendere e continuano a farlo con sempre grande dignità e fiducia nella nostra opera”. Chiudiamo ricordando le ultime righe del romanzo autobiografico di Cesare Pavese "La casa in collina" pubblicato nel 1948. “E dei caduti che facciamo? Perché sono morti?. Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero.” A distanza di 60 anni sul perché sono morti ognuno avrà le proprie opinioni, ma alla prima domanda “dei caduti che ne facciamo?”, potremmo rispondere che per questo caso da Castua e Udine, Croazia e Italia, hanno ricevuto gli onori che meritano, onori che si devono a tutte le vittime indipendentemente dai colori d'appartenenza.

    Uljanik. O ristrutturazione o liquidazione

    Ottobre 17, 2018

    POLA | Paura fondata, quella della liquidazione, per il cantiere navale di Pola. Lo scenario di una completa cancellazione della cantieristica dall’area che è campata anche bene, per un secolo e mezzo, d’industria navale, è saltato fuori – in certi momenti a tinte forti, in altri offuscato dal vespaio di mille parole – alla seduta annuale dell’Assemblea societaria dell’Uljanik di ieri. Quando si è rimasti impigliati per ore nella macchina del voto, tanto che con un quorum assestatosi intorno al 67,95 per cento (pari a 2,2 milioni di azioni), gli azionisti (il 47 per cento è rappresentato dagli stessi dipendenti del cantiere, il 25 p. c. dallo Stato o da istituzioni statali) hanno votato via via sfiducia alla direzione e al Comitato di sorveglianza del cantiere. Respingendo di pari passo il Resoconto sull’operato della Direzione per il 2017, proposto dallo stesso Comitato di sorveglianza, e il Resoconto sulla gestione finanziaria della Società, sempre per il 2017, presentato dallo stesso Consiglio direttivo.

    Respinto il Resoconto di gestione

    Giunti al Resoconto di gestione (che come abbiamo già detto è stato respinto avendo ottenuto il 77 per cento di voti contrari), Gianni Rossanda, direttore dell’Uljanik si è rivolto ai presenti affermando la volontà della direzione per il mantenimento del comparto della cantieristica su questi territori. Detta volontà, secondo Rossanda, è stata espressa il 16 febbraio scorso all’Assemblea straordinaria di Scoglio Olivi, quando il gruppo Kermas con l’imprenditore Danko Končar era entrato ufficialmente al cantiere in qualità di partner strategico dell’impianto, proponendo per esso una diversificazione dell’attività produttiva, che in altre parole avrebbe significato la cessione di una parte della costa e dei terreni che si vorrebbe (ancora) fossero trasformati in contenuti rivolti al turismo. Quello che ne fosse rimasto, avrebbe riguardato il Programma di ristrutturazione, ch’è tuttora il nodo dell’aggrovigliata matassa, perché lo Stato, – così Rossanda –, non ha ancora deciso nulla in merito alla manovra che, o ci sarà, oppure sarà la fine per il cantiere di Pola.
    “Dopo il prestito ‘rescue aid’ avallato dall’Unione europea – ha detto ancora Rossanda –, noi avevamo sperato per il meglio. Ovvero che ci sarebbe stata la manovra di ristrutturazione e che avremmo continuato a costruire navi, anche se in una sede più piccola. Nessuno però, ai vertici dello Stato, sembra essersi impietosito. Il ministro dell’Economia (Darko Horvat, nda) straparla: lui il Piano di ristrutturazione non l’ha nemmeno letto, e di cantieristica ha dimostrato di non intendersi affatto dopo avere dichiarato che saremmo intenzionati a produrre 3 navi in due scali: ma quando mai! Il programma è ben più articolato”.

    L’appello al governo

    “Mi appello al governo affinché trovi un nuovo partner strategico oppure approvi la manovra ch’è stata già votata, e mantenga così la cantieristica in quest’area. Con me o senza di me”, ha concluso Rossanda, il quale nel dibattito che è seguito al suo intervento, ha trovato la disapprovazione di parte dei presenti, che hanno dissentito su un punto fondamentale.
    “Come faremo a fare le navi se diamo a Končar l’arsenale?”, ha detto infatti uno dei rappresentanti sindacali nel cantiere, Đino Šverko, dei Metalmeccanici. Per lui una riduzione così drastica dello spazio di lavoro sarebbe una rovina, la morte del cantiere. “Trovino chi entrerà nello stabilimento con un’iniezione finanziaria di tutto rispetto, perché il tempo rimasto sta per scadere. Sono andati via dal cantiere già 500 operai qualificati. Trovino anche il modo di darci la paga, perché la reazione dei dipendenti che vivono del solo salario, potrebbe essere questa volta, più forte che mai”, ha concluso Šverko. In sala, l’intervento di uno degli astanti, che si è presentato come “uno dei tanti piccoli azionisti”, ha suscitato gli applausi dei presenti dopo che lo stesso si è chiesto come è potuto succedere che il cantiere arrivi al punto di dover pregare di essere salvato “da un Končar”. “Ci rimettano in piedi come hanno fatto con l’Agrokor”.
    Serve ricordare a questo punto che nella scorsa assise era stato specificato che il (lungimirante) piano di ristrutturazione studiato dal consiglio direttivo, – un piano poi rivisto e rivisitato – avrebbe cercato di mantenere la produzione in modo da produrre navi tecnologicamente sofisticate in tutti e tre gli impianti dello stabilimento, a Pola, Fiume e Dignano. Si era parlato di 3 o 4 navi all’anno impiegando 3,7 milioni di ore di lavoro con 3.500 dipendenti.

    Copertura della perdita d’esercizio

    Nel corso dell’assise, ha fatto seguito la proposta con la conseguente approvazione, della Delibera che porterà alla copertura della perdita d’esercizio, pari a 1 miliardo 246 milioni 416.460,99 kune; conseguentemente a questo, la perdita è stata ridotta e risulterà essere pertanto in questo 2018, di 995 milioni. La grossa cifra delle perdite include le commissioni delle navi disdette dai committenti in questo periodo di grave crisi.

    [FOTO] Amerigo Vespucci a Trieste

    Ottobre 14, 2018

    La nave scuola Amerigo Vespucci in questi giorni si trova a Trieste. Grande interesse per le visite.

    foto: Iva Superina

    [FOTO] Marronata 2018

    Ottobre 14, 2018

    Incorso la 45.esima edizione della Marronata (Marunada), la tradizionale sagra dei marroni di Laurana.

    foto: Ivor Hreljanović

    Al via le Giornate della cultura italiana

    Ottobre 13, 2018

    FIUME “Da diversi anni la Municipalità è impegnata a costruire un rapporto particolare con la comunità italiana. Un rapporto a beneficio comune, come il progetto di valorizzazione del patrimonio toponomastico di Fiume, presentato ieri (ieri l’altro, per chi legge). Ecco perché saluto con soddisfazione il ricco programma delle Giornate della cultura italiana, che troverà un ampio respiro d’interesse tra i fiumani”, con queste parole il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, ha esordito ieri alla conferenza stampa di presentazione della kermesse organizzata dal Consolato generale d’Italia a Fiume.

    “Non posso che congratularmi con il console Paolo Palminteri e con la sua équipe nella realizzazione di un programma così ricco”, ha continuato il primo cittadino, tenendo a sottolineare che le Giornate, assieme alla lingua italiana, sono un ulteriore arricchimento per la cultura della Città. Da parte sua, il console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri, ha ringraziato, in lingua croata, gli organizzatori che partecipano alla realizzazione della manifestazione e in particolar modo il sindaco Obersnel che “dimostra una particolare sensibilità per tutte le minoranze della città, specialmente per quella italiana”. Il console ha rilevato poi che gli eventi di questa settima edizione – che viene organizzata nell’ambito della 18.esima edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo – iniziano oggi, sabato 13, con lo spettacolo “Romeo e Giulietta” all’SMSI di Fiume, e si articoleranno fino al 28 ottobre. Gli eventi – teatro, mostre, conferenze e premi – ruotano attorno al tema “L’italiano e la rete, le reti per l’italiano”. “In un’epoca dominata dalle tecnologie digitali, vogliamo presentare a Fiume le conquiste nel campo culturale italiano e in che modo il nostro idioma sia influenzato dalle nuove forme digitali di informazione e di comunicazione sociale”, ha detto il console.
    Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, ha sottolineato la grande importanza della manifestazione, non soltanto per quanto concerne la diffusione della cultura e della lingua italiane, ma anche per il pregio e lo spessore degli eventi che contribuiscono alla cultura della minoranza italiana di queste terre.
    All’incontro stampa, oltre all’assistente del console, Ileana Jančić, che ha presentato il programma degli eventi, erano presenti anche la direttrice della Galleria Kortil, Jolanda Todorović, il cui ente ospiterà dal 16 al 28 ottobre la mostra fotografica “Bramante è un archistar!”, a cura di Laura Calderoni, con fotografie di Gianluca Fiore; la presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Melita Sciucca, ha parlato della mostra “Un saluto da Fiume/Pozdrav iz Rijeke”, curata da Marija Lazanja Dušević e realizzata dal Museo Civico in collaborazione con il sodalizio di Palazzo Modello e il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Università Popolare di Trieste.
    Come annunciato, la proficua collaborazione tra la CI e il Civico di Fiume, prosegue anche lunedì 22 ottobre, quando nel Salone delle Feste verrà presentato il libro/catalogo della mostra, “Un saluto da Fiume/Pozdrav iz Rijeke”. Infine, il preside dell’SMSI di Fiume, Michele Scalembra, ha ricordato il Concorso letterario “L’italiano e la rete, le reti per l’italiano”, i cui vincitori saranno premiati il 19 ottobre, all’ex Liceo. (giemme)

    La CNI piange Lauro Dessardo

    Ottobre 12, 2018

    La Comunità nazionale italiana di Fiume è in lutto. Si è spento purtroppo, all’età di 86 anni, Lauro Dessardo, l’indimenticabile Lali (così era chiamato affettuosamente da parenti, amici e conoscenti). Un connazionale la cui figura rimarrà impressa nella memoria di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Mancherà tanto agli amici della Comunità degli Italiani di Fiume, in particolare a quelli del coro della SAC Fratellanza, di cui ha fatto parte fin dall’inizio degli anni ‘50 del secolo scorso, tant’è che aveva partecipato anche all’indimenticabile rivista “Tutta Fiume canta”, un evento dell’epoca che riscosse clamoroso successo negli ambienti artistico culturali della Fiume di quei tempi.
    Appresa la notizia della sua scomparsa, le prove del coro della SAC di ieri sera sono state dedicale a lui, che avrebbe dovuto essere presente, ma che, invece, improvvisamente se n’è andato.
    Gli amici del coro e tutti gli altri attivisti del sodalizio di Palazzo Modello lo ricordano come una persona dai valori umani autentici. Lo distinguevano una grande generosità e un amore indefesso verso il prossimo e un’innata e contagiosa allegria. Era uno dei soci più anziani della SAC Fratellanza e per un periodo ne fu anche presidente, dopo la compianta Fedora Martincich e qualche anno prima di Aldo Bressan. Senza di lui le uscite della corale e le gite, dicono gli attivisti della SAC, non saranno più le stesse. Mancheranno a tutti la sua allegria coinvolgente, la battuta sempre pronta, l’intonazione di una canzone, il sorriso bonario, la simpatia, la correttezza e l’umiltà che lo caratterizzavano: una grande perdita e un grande rimpianto.
    Lali era sempre “pien de morbin”. Amava partecipare a tutte le attività della Comunità degli Italiani. A parte quelle del coro, era immancabilmente presente ai tornei di briscola e tressette. Non si lasciava perdere un Carnevale. Si impegnava nella realizzazione dei costumi e del carro allegorico per il gruppo Circolo. Era uno dei membri preferiti della Compagnia Fiume. Testimone dei tempi andati, negli ultimi anni era molto impegnato anche a raccontare in prima persona alle giovani generazioni, a vari incontri e tavole rotonde, la difficile storia vissuta dalla nostra Comunità nazionale dagli anni del dopoguerra e dell’esodo in poi, vista dagli occhi degli italiani che scelsero di rimanere a vivere a Fiume.
    Da giovanissimo iniziò a lavorare nel Silurificio. In seguito, nel 1953, si diplomò al Liceo di Fiume, seguendo dei corsi serali. Quindi trovò impiego nell’azienda Metalografički kombinat, da dove si ritirò in pensione. Per Lali uno dei valori più grandi è stata la famiglia, i suoi tre figli che adorava, come adorava in età più avanzata i tanti nipoti e pronipoti, ai quali ha regalato affetto e amore fino all’ultimo momento. Un uomo dal cuore grande, che ha dato molto alla famiglia, alla CNI, ma che ha anche avuto una vita piena di soddisfazioni.
    I funerali di Lauro Dessardo si svolgeranno martedì, 16 ottobre, alle ore 12.30, al cimitero di Cosala. Sentite condoglianze alla famiglia, anche da parte della redazione del nostro quotidiano e del collettivo dell’EDIT.

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